..le pagine di un giornale scorgo la notizia di un naufragio.
E' come un naufragio. Il buio freddo dell'oceano fa da culla e da frusta.
Scuote i pensieri e ti accompagna.
Volente o nolente.
Non esiste un appiglio o un fuoco esterno che possa salvarci.
E dondolo. e dondolo.
Fiotti di mare increspato lasciano il sale tra i capelli e il caldo.
Sì.
Il caldo.
Lo so. E' strano.
Un mare tempestoso, in burrasca, non può lasciare CALDO.
Ma questo è ciò che lascia Lei.
C'è chi cerca un'isola ad appiglio. C'è chi muore smarrito nel silenzio.
C'è chi si lascia cullare senza fine.
Ricordo il racconto di un vecchio marinaio al porto di Genova. Egli ripeteva all'infinito che bisogna sempre ritornare al mare. Esso è onnipotente e a lui bisogna prostrarsi.
Non esiste forza in grado di opporsi al mare.
Occorre avere rispetto di LUI. Assecondarlo ed seguirlo.
E' spaventosamente grande ciò che nasconde tra le sue umide pieghe.
Sono naufrago e voglio rimanere tale.


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