
L'uomo bendato seguiva il rumore dei passi della gente intorno a sè.
Riusciva a distinguere l'andatura dell'uomo di affari dal profumo acre dell'inchiostro del sole 24 ore e si inebriava al passaggio delle note di muschio bianco che partivano dal collo di quelle donne.
La benda gli copriva il viso dalle sopracciglia fino appena sopra il naso.
Avrebbe voluto togliere quegli 80 cm di cotone e poter vedere il luogo da cui proveniva il dolce e caramellato flusso delle brioches appena fatte.
Essere in grado di dare una forma al viso da cui provenivano quelle voci oppure cogliere tutte le sfumature del giallo e del rossodi quelle foglie che sentiva solamente sotto le sue scarpe di cuoio.
Ma nulla.
Non si poteva fare.
O almeno doveva succedere senza che lui decidesse.
Indovinava il percorso davanti a sè e ormai aveva imparato a non esitare.
Il suo incedere incuriosiva i passanti, colpiti da quell'uomo senza sguardo.
Era partito da Puento de la Reina con uno zaino leggero in cui custodiva una scatola di cartone pochi oggetti raccolti lungo il percorso. Macinava chilometri convinto che sarebbe successo prima o poi.I paesi scorrevano veloci come in una pellicola in un cinema di provincia.
Il profumo dell'eucalipto a Burgos,l'umido e il muschio della pioggia di Leon.
E poi il sole.
Filtrava tra le pieghe delle bende come a dargli una ragione per proseguire.Le ossa scricchiolavano sotto il peso dello zaino ormai carico di ricordi e le gambe e le braccia erano segnate dalle sbucciature e dalle botte di quelle rocce a cui non era preparato. Di quei buchiin cui inevitabilmente si era trovato senza poterli schivare.
In almeno un paio di occasioni si era fermato a ristorarsi dalle fatiche dei sentieri polverosi e si era trovato a pensare a rinunciare di proseguire.
La voglia di guardare oltre si affievoliva e solo le parole dei viandanti al suo fianco, solo il pensiero di ciò a cui aspirava da tempo lo spingevano ad andare oltre.
Continuò a camminare ben oltre il punto in cui all'inizio aveva pensato sarebbe stato il suo arrivo.
Dopo giorni, mesi forse anni di cammino riuscì a sentire il profumo del mare che si increspava davanti a lui.
Il fruscio della schiuma delle onde ed il rumore sordo gli ricordavano ciò che aveva solo fino a quel momento immaginato.Il vento soffiava sulle bende.
Il fruscio della schiuma delle onde ed il rumore sordo gli ricordavano ciò che aveva solo fino a quel momento immaginato.Il vento soffiava sulle bende.
Gli schizzi di acqua salata gli inumidivano i capelli impolverati.
Tra le mani teneva stretta quella scatola di cartone. Il bagaglio di una vita. L'unica cosa che gli aveva permesso di arrivare fin lì.
La teneva salda, vicina al suo petto e le bende presero a sciogliersi su di essa.
Davanti a se ora la luce del tramonto bagnava la spiaggia di Fisterra.
L'uomo bendato era in grado di vederla.Prese a sorridere. Scagliò quelle bende nel punto più lontano davanti a se.
E capì che da allora non avrebbe più rivisto quel buio.
L'uomo bendato ricorda con nostalgia quelle parole che gli venivano ripetute ad ogni piccolo borgo in Galizia e che, da allora continua a ripetere a se stesso, senza fine:
ULTREYA
SUSEYA
Ultreya deriva dal latino e vuol dire "sempre più avanti". Suseya significa "sempre più in alto".Entrambi sono il migliore augurio che si può ricevere e dare lungo il Cammino di Santiago.
Ma non solo.


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