Ti svelerò qualcosa ma non tutto. Non sarebbe giusto. Ma mi è stata data questa possibilità da qualcuno che dicono si chiami Dio. Scrivo su questi fogli fatti di nuvole e devo ancora capire come faranno a recapitarti questi miei pensieri. Ma sono fiduciosa. Come potrei non esserlo. Ora che non esisto più e ho la certezza che da quassù riesco a sentire la tua voce sono serena. Riesco a svegliarmi di notte perché sento il tuo cuore battere più forte, riesco ad essere a Milano ma anche a Tokio. Riesco a vedere l’alba ed il tramonto nel giro di un paio di secondi. Non sono materia, ma in fondo che mi importa. Le sensazioni tattili mi mancano ma non valgono nemmeno un briciolo della coscienza di poter essere ancora qualcuno nell’aldilà.
Ti scrivo per dirti che tu, cioè Io, devi tenere duro. Stai fissando la tua agenda ed i giorni del calendario simili a foglie d’autunno. Fai la lista delle cose che vorresti realizzare e sei felice al fianco del tuo lui. Passerà lui, cambieranno i tuoi desideri, vedrai almeno altre 47 primavere, sentirai il gemito di un figlio nato per caso e amato da subito senza compromessi.
Capisco la tua perplessità. Questa chi è? Cosa vuole da me? Chi la conosce?
Chi la conosce?
E’ proprio questo il punto. Gli altri non ti conoscono. Ignorano molti lati del tuo carattere esattamente come tu lo fai. L’esperienza ti porterà quelle risposte che ora ti appaiono oscure e lontane. Mordicchiare il tuo bastoncino di liquirizia ti aiuta a scacciare quei pensieri che rimbalzano qua su da me. Io li sto archiviando in un piccolo baule e solo un giorno tu ne avrai la chiave.
Per ora non esiste codice, condotta, sentiero. Non esistono istruzioni, regole o dettami, consigli, soffiate. Non esiste nulla che io dal mio azzurro possa darti. Perché se ti dessi anche solo una piccola spinta tu non saresti tu. Ed io forse non sarei qua.
Sono orgogliosa di te. Retoricamente potrei dirti che solo ora che non esisto più mi sono accorta di quanto sono importanti la tua pelle, le tue ossa. E il tuo cervello. Ma soprattutto il tuo cuore.
Sono contenta quando tu sbagli. Qua nell’aldilà esiste una scuola tutta particolare dove i brutti voti vengono dati a chi ha consegnato in bianco. Mentre ho visto dare anche qualche otto a chi è andato fuori tema. A chi ha buttato nero su bianco ciò che la mano trascriveva guidata dal cuore. Ho visto le lodi di genti che hanno commesso decine di errori ma sono rimaste coerenti alla loro ignoranza e alle loro passioni.
Le regole che devi seguire sono quelle che non trovi scritte. Se ti do questa indicazione è perché penso che sia più importante dirti questo anziché consigliarti il biglietto vincente della prossima lotteria o quale treno non prendere. Io so tutto. Ma a te basta nettamente meno. Basta sapere che quel fuoco che hai dentro non deve spegnersi mai. Piogge, tempeste o freddo pungente. Fila dritto. Copriti bene e guarda dritto a te respirando profondamente. C’è da fare ancora molta fatica. Quasi la stessa che provo io a stare in equilibrio su queste stelle. Ma ce la farai.
Continua in questo modo. Segui le regole che non ci sono. Rifletti su ciò a cui non vale la pena di pensare. Colora ciò che di grigio incontri. Dai e ama a chi non lo vuole, senza pensare a cosa riceverai in cambio. Non fare mai un bilancio di ciò che hai fatto e che non hai fatto, ma canta a squarciagola per delle note che ti toccano l’anima. Continua a berti la pioggia anche se ti sembra una cosa folle come anche le scritte sui muri di casa tua.
Credi in Dio, credi in te stesso e in tutto l’amore del mondo. E arriverai a me.Buon Viaggio.
mercoledì 28 febbraio 2007
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