- ma perche si mettono sempre qui? vedrai che al ritorno mi fermano, cheppalle.
perche non fermano i drogati, i ladri. i nonni che vanno a puttane.
è un bel pezzettino tornare a casa, non che ci sia molto da fare per ammazzare il tempo. c'è la medica che fa freestyle anche quando legge la pubblicità, ma non riesco ad ascoltarla ho sonno e sono distratta, vorrei ricordare tutti i dialoghi, ogni volta tento di ricordare le frasi che fanno centro, ma non riesco. la mia capacità di memoria a breve è minima, si svuota non appena introduco nuovo materiale. eccoli là in fondo, con i lampeggianti blu. ma dove sono? in mezzo alla rotonda. a fianco un'altra auto. staranno dando indicazioni stradali? chi è più coglione, il carabiniere che si ferma in mezzo a una rotonda o il cittadino che chiede indicazioni affiancandosi? rallento, va bene. mi fermo anche, perche quelli son capaci di ripartire proprio quando lo faccio io, sai che divertimento. metto la prima, ma stasera sono un po' kupa, li guardo dritto negli occhi, da sopra la mia spalla, eccoli a sinistra, con i loro fari belli accesi, mi illuminano tutta la macchina. lo so che non dovevo farlo, ma avevo voglia di guardarli, quel secondo in piu del normale, quello che fa la differenza. riparto, prendo in mano il telefono, mi sto proprio annoiando perche mi viene in mente di chiamare markus, gli devo sempre delle scuse, o comunque devo sempre rispondere cortesemente a qualche chiamata persa.. (una cosa che faccio solo io?)
- gli ho corretto un SU. perche è incredibile che un direttore di un giornale non dia importanza alla differenza fra prendi un tavolo e vai sù oppure appoggiare il libro su un tavolo. ho perso il lavoro, mi hanno licenziato.
arrivano. vedo tutto nero intorno, ma nello specchietto sono incorniciate quelle lucine blu lampeggianti, si avvicinano, veloci. abbaglianti. no, ti prego, dimmi che non lo vogliono fare... vado avanti, metto il telefono a riposo, non avevo ancora composto il numero. abbagliano, abbagliano, accosto. spengo irene, non credo che i club dogo aiutino a creare una bella atmosfera. prendo la borsa. abbasso il vetro, eccolo, certo. non poteva essere altrimenti, carino, serio.
- buonasera
- salve.
lo guardo e intanto cerco di aprire la cerniera della borsa. lo guardo, e penso che siamo proprio in un mondo fantastico. so già che non ce la farò a stare zitta, speriamo davvero di non esagerare. sono stanca. non so qui, ma in spagna non si deve scendere dall'auto, devi tenere le mani belle in vista sul volante. non ti devi muovere finche l'agente non te lo dice. disposizioni post ETA.
- cosa le devo far vedere? sorrido, ma cosa cazzo sorrido volevo essere seria e cordiale, e mi è uscita la bestiata perche volevo sfidarlo, è da quando li ho visti in mezzo alla rotonda -contro ogni regola del codice stradale del mondo- che mi andava di fare così.
un momento di pausa, sta pensando.
- eccosa mi deve favvedere, la patente..
- si. (ma mai dare nulla per scontato). un attimo, per favore.
la cerco. la patente. riesco ad aprire la cerniera della borsa. butto le mani dentro come per far nascere un puledro, ma niente. sento di tutto tranne il portafoglio. bella lì, adesso si accorge che sei stanca perche hai ancora in circolo il vino campano. e non gli sto nemmeno sorridendo, io che sono così facile a queste cose, per ingannare l'attesa.. calma. una cosa alla volta. cartelletta trasparente con all'interno documenti della dichiarazione iseeu di dany, per elena. che stasera nn si è presentata a teatro. dice che lei si vuole fidanzare con accordino, gli altri registi non le interessano. menzogne. un pacchetto di tè chiamato 'buon umore' con tanto di fiocco e biglietto d'auguri. una bottigleitta d'acqua vuota. la mia agenda. urban, il giornale. penne, fazzoletti, usati. tre biglietti del teatro. un orario dei treni. ah, ecco il portafogli. ecco la patente.
- è lei?
- certo (perche non mi chiede la carta d'identità invece di fare queste domande idiote? ti do la patente di un'altra?)
- residente a?
- monza
- c'è scritto milano.
- allora milano. come c'è scritto milano? (perche c'è ancora scritto milano? ah no..)
- dietro. c'è il cambio residenza.
- via umberto..
- si quella
- attenda un attimo.
va alla macchina. la sua. torna.
- cosa fa qui?
- ho accompagnato mia sorella, abita qui vicino.
- e adesso torna a casa tutta sola. fidanzata? single?
incredibile, sto sorridendo. non ne ho voglia, ma sto sorridendo. forse posso ancora rimandare, la farò finita alla prossima disgrazia che mi capiterà. finche sorrido c'è speranza.
- single
- e vive da sola in via umebrto I... single.. beh diciamo che a trent'anni se sei sola o hai qualcosa da raccontare, oppure hai proprio un carattere di merda..
- di sicuro è la seconda..
bene, primo ha sbagliato a fare il calcolo dei miei anni, perchè non sono esattamente trenta. secondo, continuo a sorridere, ma che cz sorrido?
due volte in una sera è troppo. insomma, ci hanno gia tenuto in ostaggio quelle scatenate di Finnegans Wake.. tutte quelle pistole, le barbe finte.. irlandesi.. è normale che io sia un po' prevenuta, e col sorriso impostato su automatico.
- che lavoro fai?
- sono agente di viaggio
- ah, sarebbe?
...
- si vede che fai un lavoro a contatto con la gente, sei molto sorridente, solare (se dice anche 'disponibile' scendo dalla macchina e gli stacco la pistola dai pantaloni)
- dove lavori? dove vai quando non lavori? che hobby hai?
giuro non sentivo parlare di hobby da parecchio.
- e che spettacolo siete andate a vedere? che teatro?
- il libero.. vabbè non lo conosci di sicuro (chiudi la bocca raffy..)
ma rimedio
- non lo conosci perche son tutti principianti, è una scuola di teatro..
ma poi queste info le controllerà? dove lavoro, cosa faccio, quando.. no, non credo! o sì?? sono stanca!!
- dov'è la mia patente?
- la sta controllando il collega
- e cosa pensa di trovare?
- no niente, controlliamo e basta.. ma ce l'hai un bigliettino da visita?
apro il portafoglio... c'è di tutto.
- no guarda, non ne ho neanche uno (questi che sto cercando di nascondere col dito non sono biglietti da visita)
- beh diciamo che se ti chiedo il cellulare subito non è bello..
sorrido, sorrido..
- no, facciamo così: la prossima volta che passo e vi vedo accellero, così puoi fermarmi di nuovo per un controllo, va bene?
- eh, facciamo così.
deluso.
- posso riavere la patente?
- sì, il collega dovrebbe aver finito
da un pezzo, starà giocando a sudoku..
-grazie e arrivederci, raffaella.
non te lo chiedo come ti chiami, pinguino con la striscia rossa.
riposo, sciogliere le file.
che sonno.
giovedì 1 marzo 2007
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