
Ora alzo il telefono e lo chiamo.
In fin dei conti non c’è niente di male. Ci siamo incrociati, abbiamo sbiascicato qualcosa fingendo reciproco interesse e mi è volato il suo biglietto da visita in tasca.
Si lo chiamo.
Devo comunque ringraziarlo per aver accompagnato a casa la mia amica.
Ora che ci penso bene però potrebbe anche darsi che tutto questo gran da farsi fosse indirizzato verso di lei, anziché verso di me.
Hai capito, lo stronzo? Dammi il tuo numero, ti chiamo, certo che sei simpatica, anche la tua amica, come hai detto che si chiama?....No, non lo chiamo più. Non voglio mica passare per quella che se la fa fare sotto il naso.
E poi lei…così angelica. “No, figurati, non stare ad accompagnarmi, devi fare un giro assurdo”…Ma quale giro assurdo, si vedeva lontano un miglio che non aspettavi altro. Ho deciso. Adesso lo chiamo, ma per dirgliene quattro. No, forse è meglio di no.
Se alla fine di tutto questo, non dovesse essere successo niente farei la figura della pazza nevrastenica che si è fatta tutti questi film senza alcun motivo. Forse la cosa migliore è chiamare lei. Potrei farle le solite domande da sigla di apertura, giro di parole inconcludenti, ah..che bello…ma va…e poi affondare con qualche domanda più particolare. Eh già..però chissà se riesco a farmi dire quello che vorrei. Con lei non ci sono mai riuscita. Sembra sempre che sappia dove voglio andare a parare.
E’ un tipo un po’ viscido e laido, ora che ci penso. Come quella volta che dicono che lei sia uscita con uno che dicono che avesse un’altra storia prossima all’altare. Non mi va un granchè di sentire quella sua voce simil-citofono. Non stasera. E se dovessi chiamare prima lui e subito dopo lei? Se dovessero essere tutti e due occupati allora sarebbe chiaro che è nato qualcosa tra di loro….’sti stronzi…e pensare che sono io che li ho fatti conoscere. Potrei aspettare che almeno uno dei due metta giù e poi, con un tono sarcastico e sostenuto, chiedergli “Con chi eri al telefono, prima?”. Voglio proprio vedere che cosa mi risponderebbero. Scommetto che entrambi mi risponderebbero la stessa cosa. Anzi no. Non sarebbe furbo. Già me li immagino. Lì al telefono a scambiarsi ridolini e falsi complimenti e ad accordarsi su come mentire alle prossime domande. Di sicuro è lei che gli dirà: “Allora, se lei ti chiama e ti chiede con chi eri al telefono potresti dirle che….”. Ora lascio passare dieci minuti, giusto il tempo che mettano giù la cornetta (ammesso che stiano parlando) e chiamo lei. E se dovessi chiamarla e sentire che c’è anche lui nella stanza. Magari che sta ridendo? O che le sussurra qualcosa?
Si, adesso la chiamo. Voglio proprio sentire che cosa mi dice. Se riesce ad essere impassibile anche questa volta…giuro che la strangolo.
Ho il sangue che mi pulsa nel cervello. Dove ho messo il suo numero? L’avevo qua da qualche parte….adesso mi sente…questa volta non gliela faccio passare liscia..alzo la cornetta: “Telecom Italia, messaggio gratuito, il numero da lei composto è inesistente”….pure la Telecom ci si mette. E se lui lavorasse in Telecom? E se avessero impostato questo messaggio sulle mie chiamate? E se fossero lì a vedere il mio numero sul display e a ridersela insieme…e se….(dedicato a Serena)


1 commento:
capisco niente
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