mercoledì 30 maggio 2007

Caro Mario, oggi non ci sono

Per l’ennesima volta Mario prese a raccontarmi di come gira il mondo e di Martina.

"Non voglio farti un trattato o una formula che spiega quali siano le cose veramente importanti nella vita" mi disse

"Ma ho capito, secondo me, ciò su cui impegnare se stesso"

E sottolineò -secondo me- mentre distratto pescò da un pacchetto di patatine.

Lo guardai accigliato e con un sorriso malcelato come a dire: "Mario, ma a me che cazzo me ne frega?"
Forse niente. Ma tutto è niente. Vale la pena ascoltarlo. La curiosità, in fin dei conti, è il primo sintomo di intelligenza.


"Ti faccio un esempio: Usciamo una sera. Appuntamento alle 21:00 (:00 non :01). Macchina d’ordinanza. Cena con lume di candela e parole soffuse. Atmosfera da "come in un sogno". Ti riaccompagno a casa. E il dopo. E via.
Routine.
Pizza dopo pizza, lavoro dopo lavoro, stessi amici dopo stessi amici. Dopo c’è solo la morte.
E se quella sera mentre eravamo diretti verso la pizzeria avessimo svoltato verso non so dove solo per il gusto di guardare ciò che ci aveva colpito?
E se la avessi accompagnata lungo il fiume a guardare quei murales sotto la luce dei lampioni?
E se fossi sparito nel cuore della notte per lasciarle solo il ricordo di me?
E se fossimo stati in silenzio? Silenzio. Al posto di tutto ciò che non serve dire. E ci fossimo guardati negli occhi per indovinare nello sguardo dell’altro qualcosa di simile ad un "ti amo"?
E se fossi corsi sotto casa sua, in un giorno che non si aspetta, solo per dirle "ti ho pensato?"
"Questione di limiti…" mi disse Mario
"C’è chi ha una soglia di resistenza molto bassa e dopo due giri di campo o pochi chilometri di corsa preferisce fermarsi a tirare il fiato. O forse non partire mai.
E c’è chi quei limiti ce li ha molto più in alto. Questione di esperienza. Questione di botte nell’animo. E soffio innato di vita. Questione di desiderare sempre qualcosa di più"
Con la mano segnava un punto immaginario alto sopra le nostre teste e continuò. "per tutti quelli che vogliono fare della propria vita un’opera d’arte il limite è molto più in alto. Per alcune cose forse limite non c’è"
Si sedette vicino a me, chinò il capo e mentre si osservava le mani continuò
"A volte ammiro chi quei limiti ce li ha bassi. L’asticella del salto in alto supera di poco le proprie ginocchia e basta un piccolo sforzo per essere dall’altra parte. Li ammiro perché senza allenamento e con poco sforzo il loro risultato lo raggiungono.
"Io sono contento (per essere felice evidentemente gli mancava qualcosa) perché il mio punto di riferimento è splendente. Preferisco continuare a spingermi oltre per arrivare a Martina"
"Amo la sua capacità di essere instabile. La follia che tiene acceso il desiderio. Amo la sua volontà di appassionarsi alla vita e di vivere solo una cosa con tutta l’intensità possibile:
L’amore"
"Questo è ciò che mi rende vivo"
"E non importa se ti perdi quella serata. Quella pizza alle 21:00 (:00 non :01). Quelle frasi scontate.
L’asticella del salto in alto va messa sempre un po’ più in su"
"E tutto ciò che è stato fatto per saltare dall’altra parte riempie il cuore senza fine"



Regola numero 1. Se Mario ti chiede di salire a casa tua perché passava di lì per caso o perché vuole fare 4 chiacchiere…meglio non rispondere al citofon
o

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