Musica e vino non mancano mai. Credo che si possa persino girare in mongolfiera e vedere tutto dall’alto. Non ci sono centri commerciali ma alcune botteghe dove puoi lasciarti trasportare dai racconti di uomini e donne anziane e sagge. Le strade cambiano nome ogni anno, al posto dei numeri civici ci sono i quadri più belli e colorati di Klee, Pollock e Klimt e ad ogni angolo c’è un albero di pesche. Tutti sanno giocare a scacchi, sanno suonare uno strumento e hanno amato almeno una volta nella vita. A Nouera i pomodori sanno di pomodoro e l’acqua dei fiumi è acqua. E basta.Ogni giovedì, sempre alla stessa ora da 100 anni, parte un piccolo traghetto che naviga su di un fiume alla scoperta degli angoli più suggestivi. E ogni gita si scopre sempre qualcosa. Perché a Nouera la gente riesce ancora a sorprendersi e a guardare alla vita con gli occhi dei bambini. A Nouera i bambini dai 5 anni in su non conoscono il significato della parola guerra, dai 5 anni in giù semplicemente non sanno leggere ma è già pronto per loro il libro delle tradizioni di Nouera. Un libro dove si parla di razze, religioni, costumi, confini, colori, profumi, paesaggi che si mischiano, coesistono, si parlano, si fondono, si evolvono. E crescono. A Nouera non ci puoi andare ma, non si sa come, ci si arriva. Ci si arriva in una notte di settembre immerso nel silenzio e nei sogni, ci si arriva con la finzione di un viaggio chimico o con la fantasie e le emozioni che ti regala una trasferta a bordo di un camper con le persone a cui tieni.
Chi è stato a Nouera racconta di come sia difficile tornare nel proprio paese di origine. Di come sia difficile barattare gli sguardi delle persone di Nouera con la fretta ed il silenzio assordante di una metropolitana. Di come sia difficile lasciare le bellezze delle donne grasse e naturali per le caricature impomatate ed impalcate delle città della moda. Di come sia difficile rinunciare all’azzurro e al giallo per i colori metallizzati, fluo, al neon, plastificati. Ma tutti quelli che ho incontrato mi dicono sia difficile. Difficile. Non impossibile. Tutti loro mi hanno raccontato di come il vero succo di tutto sia cercare Nouera negli angoli delle proprie città, quando si gira di notte nascosti dalle luci ambrate. Nei parchi cittadini o a fianco delle fontane circondate dai cinesi. Negli angoli più intimi delle persone che guardi ogni giorno senza vederle. Nelle note di una canzone scoperta per caso, in un sms d’auguri che ti coglie impreparato, quando insegni a tuo nipote ad andare sui roller, nell’abbraccio dei tuoi, nelle foto che tieni sopra la mensola, in un barbaresco che conservavi da dieci anni, quando incroci lo sguardo di lei. Per tutto questo e per molto altro ancora mi sa che rimango ancora qua. Almeno per adesso.
Nowhere [ ‘nouwεa*’ ]. S. luogo inesistente: he came out of - , apparve misteriosamente. Av. In nessun luogo. Diz. Inglese Garzanti.


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